Magari pure l’amore.

 

Alter Ego, 13 ottobre 2008.

Cosimo ordinava raramente un Campari Gin ma quella sera aveva bisogno di qualcosa di forte per combattere l'apatia della situazione. Aveva organizzato con amici una gita a Lecce, da Molfetta, per visitare il tanto famoso “Alter Ego”. L'aveva proposto un suo amico, assiduo frequentatore. “una cosa diversa” pensava Cosimo “ogni tanto ci sta”.

Era lì seduto a quel tavolino, dell'Alter, a sorseggiare il suo drink e a scrutare le persone, un'occhiata alla comitiva per assicurarsi che tutto procedesse bene.

Non aveva grandi aspettative della serata.

Guardandosi attorno vede un tipo avvicinarsi a lui. “cosa vorrà mai questo” pensava tra sé e sé mentre continuava a sorseggiare il suo drink. Il tipo si avvicina e si presenta “Gerardo, ciao!” Si siede e incomincia a chiacchierare con Cosimo. “che faccia tosta” pensa Cosimo “e chissà che intenzioni ha. Almeno è bono.”

I due incominciano a parlare e Gerardo appoggia la sua mano sulla coscia di Cosimo. Quest'ultimo sussulta. Ma giusto un attimo, poi interviene il Campari Gin in corpo a calmarlo. E sì, ricambia il gesto.

Una carezza ora e un'altra ancora, scappa il bacio.

Gli amici di Cosimo lo chiamano a sé, è ora di tornare a casa, a Molfetta. I due si scambiano il numero e Cosimo va via.

non mi chiamerà mai, è tutta scena” pensava Cosimo mentre era sulla via del ritorno. Per poi essere smentito dopo un'oretta, quando il suo cellulare squilla. Era Gerardo. “magari ci rivediamo.”

 

Tutto poi accade velocemente. I due si vedono sempre di più, capita pure la dormita a casa di Gerardo, a Nardò, perché Cosimo ha perso il treno, volutamente o meno.

La frequentazione diventa assidua e Gerardo di questa cosa un po' è spaventato. Avevano già fatto una stagione bianca insieme, addirittura.

basta ti mollo” poco prima di San Valentino, dopo circa tre mesi di frequentazione.

Bella mossa.

comunque rimaniamo amici. Ci sentiamo, ti chiamo, mi chiami. Ti amo, mi ami.”

Dopo dieci giorni di nuovo insieme.

sai, anche se sono bisex ho scelto te” gli avrà detto Gerardo a Cosimo ad un certo punto della relazione. “e non mi importa se i miei amici mi consigliano di sposarmi, avere figli e la sera strusciarmi con i ragazzi. Non fa per me. Mi piacciono le cose semplici. Sto con chi voglio stare. E mi piace stare con te.”

 

Quindi arriva giugno e i due vivono già insieme, ad otto mesi di relazione, nella casa di Gerardo, nella sua stanzetta, con un letto a piazza singola.

Poi comprano due brandine. Non il massimo della comodità.

Alla fine il padre di Gerardo compra loro un bel letto matrimoniale. “se le cose vanno fatte, vanno fatte per bene” avrà pensato. “quindi ci metto pure le spalliere.”

Spalliere è il nome salentino per le testiere.

Mentre in Italia il dibattito aveva alti e bassi, mentre sui PACS, DICO e altri acronimi non si trovava un punto di accordo, Cosimo e Gerardo vivevano la loro vita, a casa dei genitori di Gerardo con un nuovissimo letto matrimoniale con le spalliere.

Gli anni passano, “vendiamo la casa e ne compriamo due altre. Una piccolina per Gerardo e Cosimo, l'altra per noi. Ormai sono una famiglia.”

Tra un lavoretto e l'altro e tra una bolletta e qualche screzio che non fa che rafforzare la coppia, passano otto anni. È il 2016. Le unioni civili sono, finalmente, legge.

Se le cose vanno fatte, vanno fatte bene. “ci sentiamo famiglia, è ora”

 

scusi Signor Sindaco” dice Cosimo al primo cittadino interrompendo la sua passeggiata serale. “noi vorremmo unirci, sposarci sì, come facciamo?”

facciamo che andate a quello dell'anagrafe.”

I due corrono il giorno dopo in anagrafe ma è metà luglio, è presto. È estate. Nel Salento. Cosimo è ansioso. Non vede l'ora. Tra una chiamata ed una visita parla col Sindaco i primi di settembre.

queste sono le location, scegliete. Abbiamo la masseria, questo, quello e quell'altro. E vorrei potervi sposare io, ne sarei felice.” Anche per il Sindaco se le cose devono essere fatte, devono essere fatte bene.

ci basta la casa comunale, dopo tutto è un Castello” chiude così Cosimo la questione sulla location.

aperitivo post cerimonia, fatto. Confettate, ci sto lavorando.” Cosimo fa la lista delle cose da fare.

e se addobbiamo la sala cerimonie con addobbi arcobaleno e la bandiera di Arcigay?” mi chiede Cosimo in un pomeriggio piovoso, quando sono andato a far loro visita. “chiedete al Comune, se si può fare, lo facciamo” rispondo.

vi vogliamo tutti, quelli di Arcigay. Però niente foto su internet, a noi piacciono le cose semplici.”

sono più che d'accordo.”

se si può ci fai da testimone, Roberto.” “per me è un onore”

e il fotografo? Se la sente comunque anche se non vogliamo uscire sui giornali?” “penso di sì, Andrea Iacca ci tiene, lo contatto per sicurezza.”

e la nostra storia, la puoi scrivere? Per i giovani, per chi è spaventato, per chi ha bisogno di un po' di coraggio. Nardò non è facile ma anche qui la gente si vuole bene. L'importante è volersi bene. L'amministrazione è di destra, pensavo guai invece sono stati così cordiali. Vedi, sono andato a far stampare le partecipazioni e quando la tipa ha sentito il nome di due uomini è impazzita dalla gioia. La gente è felice per noi” racconta Cosimo. “la gente che non è d'accordo può evitarci e noi evitiamo volentieri loro” chiude Gerardo.

certo che la posso scrivere la vostra storia. Iniziamo dall'inizio, come vi siete conosciuti?” rispondo e domando.

E così ho scritto la loro storia. Per tutti noi.

Perché l'amore vince anche a Nardò. E le cose semplici sono le più belle.

 

Cosimo e Gerardo si uniranno civilmente il 6 dicembre 2016, a Nardò. Vivono una vita semplice, abitano in centro e si amano. La sera passeggiano per le vie del loro paese, ogni tanto vanno a Lecce, a vedere Sant'Oronzo. A Cosimo piace; piace vedere tanta gente. Hanno una cagnolona di sei anni, quando non ti conosce abbaia e vuole conoscerti per poi giocare con te. Gerardo ama il caffè. Fanno lavoretti saltuari, la crisi mette a dura prova tutti. E nella loro quotidianità, nella loro semplicità, nei loro timori, vivono. A Nardò. Ed è a Nardò che si uniranno. Perché per cambiare le cose ci vuole una rivoluzione e le rivoluzioni possono essere semplici, come il promettersi di esserci per l'altro. Per sempre.

vi spaventa questo passo?” chiedo ai due “bella domanda” mi risponde Cosimo. “all'inizio sì, ma sono otto anni, il giorno dopo sarà un giorno normale come lo sono stati i giorni di tutti questi anni” aggiungono. “solo che ci saranno garanzie” sottolineo “certo”.

dopo tanti anni, dopo tante lotte per l'uguaglianza, dobbiamo abituarci anche noi, quelli della comunità, all'uguaglianza. A volte l'inconscio ci faceva prendere sotto gamba i sentimenti, le relazioni. Ora la domanda potrebbe esserci: mi vuoi sposare? È importante non avere paura, timore. Anche se è normale averne un po'. Ora siamo davvero uguali” chiudo. “è vero, noi siamo fortunati. Abbiamo otto anni alle spalle. Sappiamo cosa significa esserci per l'altro”. Ci salutiamo, corro a casa. Dimentico l'ombrello. Una scusa in più per rivedersi.

 

L'oroscopo di Cosimo, in quel lontano 13 ottobre 2008, diceva che ci sarebbero state nuove opportunità quel giorno, nuovi incontri e chissà, magari pure l'amore.

 

Magari pure l'amore.

 

P.S.: per chi se lo stesse domandando, era l'Alter vecchio.

 

Roberto De Mitry

Presidente Arcigay Salento

 

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