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HIV, il caso del paziente di Londra e il paziente di Berlino

Pubblicato da arcigaysalento il

Timothy Ray Brown, il paziente di Berlino

In queste ultime ore sta facendo il giro di tutte le testate stampa la notizia di un paziente sieropositivo (portatore del virus dell’HIV) curato a Londra che sarebbe in fase di remissione della malattia, della quale non sono state riscontrate tracce da più di 18 mesi. Cerchiamo in questo articolo di fare un po’ di chiarezza su quanto accaduto e spiegare i risultati ottenuti dalla ricerca scientifica.

Il paziente di Londra

La notizia riportata dalla rivista scientifica Nature spiega come l’uomo, noto solo come “paziente di Londra”, è sieropositivo dal 2003 e ha iniziato la terapia antiretrovirale nel 2012. Si sarebbe però negativizzato dopo essersi sottoposto ad un trapianto di midollo osseo. Era stato infatti colpito anche da un linfoma di Hodgkin (un tumore del sangue) diagnosticatogli nello stesso anno. Dopo il trapianto di midollo osseo, il paziente di Londra ha continuato la terapia antiretrovirale per 16 mesi, poi è stata interrotta. I test hanno confermato che la carica virale del paziente non più è stata rilevata da allora. Il cancro è stato curato con il trapianto e trattamenti di chemioterapia e sarebbe anch’esso in remissione. Si tratta del secondo caso al mondo di una persona affetta da HIV che si libera del virus.

Il paziente di Berlino

Già 10 anni fa un cittadino americano, Timothy Ray Brown, noto come “paziente di Berlino” (foto in alto), si era sottoposto nella capitale tedesca a un simile trapianto di midollo osseo. Al paziente, sieropositivo dal 1995, venne diagnosticata una leucemia mieloide acuta nel 2007. Dopo due trapianti, effettuati da un team di medici guidati da Gero Hütter, e una
irradiazione totale del corpo, il virus non è risultato più rilevabile e Brown non ha utilizzato più farmaci anti-HIV senza che l’infezione si manifestasse ancora. È quindi stato considerato totalmente guarito.

Il trapianto midollare contro malattie e tumori del sangue

In entrambi i casi, i pazienti (sieropositivi e malati di tumore) sono stati trattati con un trapianto di cellule staminali emopoietiche allogenico. Per trapianto si intende la sostituzione di un midollo osseo malato o non funzionante con cellule staminali sane in grado di rigenerare tutte le cellule del sangue, ricostituendo le normali funzioni, anche immunologiche. Il trapianto consisite in due fasi: la prima è mirata alla distruzione delle cellule midollari del paziente con farmaci particolari e/o radiazioni; la seconda consiste nella ricostituzione del patrimonio midollare tramite l’infusione, per via endovenosa, delle cellule staminali prelevate dal donatore. Queste cellule riescono autonomamente a trovare la strada per colonizzare la sede ossea di loro competenza e iniziare la propria attività.

Il recettore dell’Hiv e la sua variante genetica

Le cellule staminali scelte per il paziente di Berlino e il paziente di Londra provenivano da donatori compatibili e selezionati. Questi erano infatti portatori di una particolare variante genetica che blocca l’espressione di un recettore dell’Hiv (la proteina CCR5). La variante genetica, indicata come CCR5 Δ32, è presente nell’1% circa della popolazione mondiale. Le persone con due copie mutate dell’allele CCR5 (con il termine «allele» si definiscono gli stati alternativi di un gene che possono occupare la stessa posizione su cromosomi omologhi e che controllano variazioni dello stesso carattere) sono resistenti al virus Hiv-1 (più diffuso rispetto all’Hiv-2) e dunque non possono contrarre l’infezione. Il trapianto ha avuto così duplice effetto positivo: contro il tumore e contro l’Hiv.

La ricerca dell’Università di Cambridge

“Avendo ottenuto la remissione in un secondo paziente usando un approccio simile abbiamo dimostrato che il caso del paziente a Berlino non era un’anomalia, ma che sono stati i trattamenti che hanno eliminato l’Hiv da queste persone. È una pietra miliare”, ha affermato su Nature il professor Ravindra Gupta dell’Università di Cambridge, a capo dell’équipe di medici che curano l’uomo. “Milioni di persone affette dall’Hiv nel mondo tengono la malattia ’sotto controllo’ con la terapia antiretrovirale che è in grado di sopprimere la riproduzione del virus ma non di eliminarlo. Sono circa 37 milioni le persone positive all’Hiv globalmente ma solo il 59% ha accesso ai farmaci antiretrovirali. Circa un milione di persone muore ogni anno per cause legate al virus dell’Aids.”

Trapianto ed effetti collaterali

Gupta e il suo team hanno sottolineato che il trapianto di midollo osseo, una procedura pericolosa e dolorosa, non è un’opzione praticabile per il trattamento dell’Hiv. In entrambi i casi si sono verificate complicanze a seguito del trapianto. Brown, il paziente di Berlino, per diversi mesi dopo il trapianto, ha sofferto di complicanze gravissime, gli è stato indotto il coma farmacologico e ha rischiato la vita. L’iter è stato invece più semplice per il paziente di Londra, a 12 anni di distanza, grazie ai progressi nelle cure contro i tumori. Tuttavia, un secondo caso di remissione e probabile cura dall’HIV dopo tale trapianto aiuterà gli scienziati a restringere la gamma di strategie di trattamento.


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