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Arcigay Salento

Lo spot di Arcigay contro la violenza sulle donne: "La violenza non è una storia già scritta. Insieme facciamo la differenza"

La violenza non è una storia già scritta

“La violenza non è una storia già scritta. Insieme facciamo la differenza”. Questo è il claim della campagna contro la violenza sulle donne lesbiche, bisex, con disabilità e sulle persone trans* creata da Arcigay, La Cicloide e Artsmedia. Realizzato in occasione del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, lo spot rappresenta l’output del progetto Femminili plurali irregolari. Il progetto è stato coordinato da Natascia Maesi per Arcigay, con il supporto di un comitato scientifico formato da Felice Di Lernia, Alessandro Taurino e Valentina Lomuscio per La Cicloide, e da Marilena Inchingolo e Donato Barile per Artsmedia.

Lo spot di Arcigay per la giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Due i principali messaggi: innanzitutto, c’è una violenza specifica che colpisce le donne lesbiche, bisessuali, donne trans e con disabilità. Una violenza dal nome proprio – lesbofobia, bifobia, transfobia e abilismo – e che assume sembianze diverse: il rifiuto in seguito al coming out; l’aggressione fisica o la violazione della percezione di uno spazio sicuro; la molestia sessuale o l’aspettativa di un rapporto sessuale non richiesto o non desiderato; il pregiudizio che ci fa credere che le persone con disabilità non abbiano diritto a una sessualità piena o a una relazione stabile.

In secondo luogo, lo spot pone l’accetto sulla responsabilità collettiva che sta dietro al fenomeno della violenza. Essa interroga tutte e tutti noi e abita il nostro quotidiano. Scegliere di non essere violenti, però, si può. Così come è nelle nostre mani la decisione – agita dalle donne protagoniste dello spot – di abbandonare la paura e vivere da persone libere.

L’obiettivo della campagna è sensibilizzare alla presa in carico collettiva del tema, troppo spesso ignorato, della violenza che colpisce le donne lesbiche, bisessuali, trans* e con disabilità, e richiamare alla responsabilità sociale di compiere azioni quotidiane non violente che cambiano il destino delle persone.

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