IST HIV AIDS

Salute Sessuale, IST e HIV

Le IST – Infezioni Sessualmente Trasmissibili sono malattie infettive che si contraggono prevalentemente attraverso i rapporti sessuali non protetti, cioè senza l’utilizzo del profilattico e/o del dental dam.

Ciò che si trasmette non è la malattia, ma l’infezione che può produrre una malattia. L’infezione non comporta necessariamente che ci siano dei segni evidenti della malattia. Tuttavia, anche se si appare in buona salute, si può essere contagiosi per le altre persone.

Gli agenti responsabili del contagio possono trovarsi, oltre che nello sperma, anche nelle secrezioni uretrali o vaginali, nelle mucose e sulla pelle. Fare sesso senza protezione è il principale fattore di rischio per il contagio, che può avvenire anche attraverso i rapporti orali, cioè senza penetrazione anale o vaginale.

Nella maggior parte dei casi le infezioni sessualmente trasmissibili si possono prevenire facilmente e, soprattutto se diagnosticate tempestivamente, sono curabili in maniera rapida e definitiva. Il ritardo del trattamento può comportare complicazioni anche gravi. In ogni caso, se sospetti di aver contratto un’infezione, rivolgiti subito al tuo medico di assistenza primaria (il medico di famiglia) oppure recati presso le strutture sanitarie specializzate.

È molto importante anche informare le persone con cui si sono avuti rapporti negli mesi precedenti, affinché si sottopongano anche loro a un controllo medico per verificare l’eventuale infezione, anche per evitare il diffondersi del contagio ad altre persone.

Scopri le principali Infezioni Sessualmente Trasmissibili nelle nostre F.A.Q.:

Che cos’è l’HIV? Che cos’è l’AIDS?

L’HIV (virus dell’immunodeficienza umana) è un virus che attacca e indebolisce il sistema immunitario. Se non trattato, il virus danneggia ed erode il sistema immunitario a tal punto da consentire a diverse infezioni cosiddette “opportunistiche” di colpire il corpo: è quando queste infezioni compaiono che c’è l’AIDS (sindrome da immunodeficienza acquisita), che è appunto una sindrome composta da diverse possibili malattie emergenti.

Fortunatamente, grazie alle terapie disponibili, l’AIDS non è più un evento comune nella vita di una persona con HIV, soprattutto se il test HIV è stato fatto precocemente e si è seguita una terapia. Iniziando presto le cure e continuando ad assumere con regolarità i farmaci, oggi l’AIDS è un evento di morte improbabile anche per una persona con HIV.

Come si contrae l’HIV?

Il virus non è presente nella saliva o sulla pelle. Il contatto, i baci, la masturbazione reciproca e lo sfregamento tra genitali non comportano alcun rischio di contrarre l’HIV. Il sesso orale e il rimming comportano un rischio di contrarre l’HIV di molto inferiore rispetto al sesso vaginale o anale, tuttavia il virus può comunque entrare nell’organismo attraverso tagli e ferite aperte nella bocca o sui genitali. Il sesso anale attivo e il sesso vaginale senza indossare un preservativo comporta un rischio medio di contrarre l’HIV, mentre il sesso anale passivo senza indossare un preservativo comporta un rischio elevato.

Cosa significa essere sieropositivi?

Una persona che ha l’HIV, senza infezioni opportunistiche, viene definita sieropositiva o HIV-positiva: questo significa che è risultata “positiva” al test che vede gli anticorpi all’HIV. Al contrario, una persona risultata “negativa” al test (il test non ha trovato gli anticorpi) viene definita sieronegativa o HIV-negativa.

Dire che una persona è “malata di AIDS” solo perché ha l’HIV (è sieropositiva) è assolutamente sbagliato. Inoltre è controproducente, perché richiama fantasmi di morte e di pericolosità che non corrispondono più nella maggior parte dei casi alla realtà odierna.

Oggi la maggior parte delle persone con HIV non ha l’AIDS, né arriva a svilupparla, e se continua ad assumere i propri farmaci, ha una aspettativa di vita simile a quella di una persona sieronegativa.

Cosa significa essere non rilevabili?

Una persona è non rilevabile se è sieropositiva e assume i farmaci regolarmente in modo che il virus sia soppresso nell’organismo. La soppressione è tale che i test non rilevano il virus nei campioni di sangue.

Quando una persona non è rilevabile, è praticamente impossibile che trasmetta ad altri l’HIV. Tuttavia, è ancora sieropositiva e dovrà continuare ad assumere i farmaci per restare non rilevabile.

Dove si può eseguire il test per l’HIV?

È possibile effettuare il test presso strutture private e reparti ospedalieri specializzati. Se effettuato presso i reparti ospedalieri, il test HIV è anonimo, gratuito, diretto e senza prescrizione medica. Scopri dove trovare le strutture sanitarie specializzate in Salento.

È consigliabile eseguire il test almeno due volte l’anno e non meno di un mese prima di un eventuale rapporto a rischio di trasmissione del virus.

Che cos’è la Clamidia?

La Clamidia è un’infezione batterica causata da un microorganismo, la Chlamydia trachomatis. I sintomi associati alla clamidia, che normalmente compaiono dai 7 ai 12 giorni dopo l’infezione, si possono presentare in maniera molto lieve o possono essere del tutto assenti. Se presenti, comprendono la comparsa di piccole chiazze arrossate in rilievo sul glande, sulla vulva, nella vagina o sull’ano, che generalmente regrediscono spontaneamente dopo pochi giorni. Le chiazze possono accompagnarsi a prurito, bruciore nell’urinare, fastidio o gonfiore ai testicoliperdite anomale dall’uretra o dalla vaginadolore rettale, spasmi anali accompagnati da urgente bisogno di defecare, talvolta sanguinamento. Tuttavia, il decorso della malattia può essere addirittura asintomatico, tanto da passare inosservato alla persona che ne è stata colpita. Nonostante questa sua caratteristica, che ha portato ad identificarla come una “infezione a trasmissione sessuale silenziosa“, la clamidia non va assolutamente presa alla leggera, poiché se trascurata può anche arrivare ad essere causa di seri danni all’apparato riproduttivo, come infiammazione dei testicoli, che può portare alla sterilità, e infiammazione dei linfonodi inguinali che diffonde la malattia al resto del corpo.

Come si contrae la Clamidia?

La Clamidia può essere trasmessa attraverso tutti i tipi di rapporti sessuali (vaginali, anali e anche orali). È possibile la trasmissione anche attraverso lo scambio di oggetti usati per il piacere sessuale.

Come si cura la Clamidia?

La Clamidia si cura facilmente con un ciclo di antibiotici. La cura può avere durata variabile, da uno ad un massimo di 15-20 giorni. Dopo la cura si è in genere guariti ma non sono rare le ricadute. Ogni ricaduta aumenta il rischio di complicanze e di infertilità.

Dove si può eseguire il test per la Clamidia?

È possibile effettuare il test per la Clamidia presso gli ambulatori malattie infettive e i centri per le malattie veneree delle ASL e degli ospedali. Scopri dove trovare le strutture sanitarie specializzate in Salento. La diagnosi è effettuata analizzando in laboratorio le secrezioni genitali del paziente. Con i nuovi metodi di indagine è possibile eseguire la diagnosi anche utilizzando un campione di urine.

È raccomandabile eseguire annualmente il test per la Clamidia e, più in generale, ogni qualvolta si abbiano rapporti senza preservativo con un nuovo partner. Dopo il primo episodio di malattia, è consigliabile eseguire sempre un secondo esame dopo 30-40 giorni dal termine della cura.

Cosa sono i Condilomi?

I condilomi sono piccole verruche causate dal Papilloma Virus HPV che si manifestano nell’uomo a livello del glande, del meato uretrale, del frenulo e dell’asta del pene e nella donna a livello della vulva, del collo dell’utero e della vagina, oppure attorno all’ano. Il più delle volte i condilomi sono asintomatici, anche se a volte possono generare prurito, bruciore ed irritazione locale.

L’interesse nei confronti del virus è cresciuto sensibilmente, sia perché è particolarmente contagioso, sia per l’esistenza di una correlazione tra infezione da HPV, condilomi ed alcuni tipi di cancro, in particolare il tumore al collo dell’utero, il tumore alla gola e il tumore nell’ano.

Come si contraggono i Condilomi?

Nella maggior parte dei casi l’’infezione si esaurisce in breve tempo, ma talvolta il virus può rimanere vivo nelle cellule per tempi lunghi. L’infezione può avvenire attraverso tutti i tipi di rapporti sessuali (vaginali, anali e anche orali). A volte il virus può essere trasmesso attraverso il prolungato contatto mani-genitali; talvolta la persona stessa si auto-inocula l’infezione durante le pratiche di igiene intima: è il caso di chi ha l’infezione a livello genitale e “trasporta” l’infezione a livello anale, dove poi si sviluppano i condilomi. Pertanto la presenza di condilomi anali non sempre è un segno di aver avuto rapporti di tale tipo.

Come si curano i Condilomi?

La terapia farmacologica potrebbe non essere necessaria: le piaghe verrucose tendono a regredire da sé. Ad ogni modo, talvolta le verruche particolarmente resistenti e durature possono essere trattate con crioterapia, laserterapia o elettrocoagulazione.

Dove si possono eseguire i test per HPV?

I virus HPV sono oltre un centinaio e di questi solo alcune decine infettano i genitali. Tra essi, una minoranza ha però la capacità di determinare dei cambiamenti della cellula che possono predisporre al cancro. In presenza di condilomi genitali, è bene quindi effettuare una visita di controllo presso il proprio medico di assistenza primaria oppure presso il centro malattie veneree o dermatologiche delle ASL o degli ospedali. Scopri dove trovare le strutture sanitarie specializzate in Salento. Vaccinarsi costituisce uno scudo dalle infezioni da HPV, ma sono importanti anche regolari controlli di routine perché il vaccino non protegge da tutti i tipi di Papilloma Virus.

Che cos’è la Sifilide?

La Sifilide è un’infezione batterica causata da un microorganismo, il Treponema pallidum.

Dopo il contagio, il periodo di incubazione della malattia dura in media tre settimane. Al termine di questa prima fase asintomatica in cui il batterio si replica attivamente nell’organismo, compaiono le prime manifestazioni della malattia, il sifiloma primario: una piccola ulcera indolore che compare nella zona in cui è avvenuto il contagio durante rapporto sessuale (pene, vagina, bocca, ano o retto) e che regredisce mediamente in un mese circa (nei pazienti HIV-positivi può persistere più a lungo).

Alla guarigione da questa fase, la malattia passa ad una fase detta sifiloma secondario, in cui possono comparire eruzioni cutanee diffuse su tutto il corpo. L’infezione può talvolta associarsi ad alopeciadiradamento delle sopracciglia, febbre, meningite, senso di malessere generale, disappetenza e cefalea. In genere scompare spontaneamente dopo un periodo variabile da pochi giorni ai due mesi.

Al termine di questa fase la malattia può guarire spontaneamente (circa un terzo dei casi), entrare in una fase latente asintomatica in cui è diagnosticabile soltanto attraverso positività al test o evolvere verso uno stadio più grave: la sifilide sintomatica tardiva o terziaria, caratterizzata dalla comparsa di manifestazioni circoscritte ma piuttosto lesive, che possono colpire tutti gli organi, soprattutto cuore, cervello, cute, ossa, fegato e arterie causando malformazioni, danni cerebrali, cecità, paralisi, demenza e anche la morte dell’individuo.

Come si contrae la Sifilide?

L’infezione da Sifilide è estremamente contagiosa e avviene attraverso tutti i tipi di rapporti sessuali (vaginali, anali e anche orali). È possibile la trasmissione anche attraverso lo scambio di oggetti usati per il piacere sessuale.

Come si cura la Sifilide?

La cura consiste in uno o più cicli di antibiotici a seconda dello stadio della malattia. Dopo il primo episodio di malattia non si acquisisce la resistenza, quindi la malattia si può prendere più volte nella vita se non ci si protegge.

Dove si può eseguire il test per la Sifilide?

È possibile effettuare il test per la Sifilide presso gli ambulatori malattie infettive e i centri per le malattie veneree delle ASL e degli ospedali. Scopri dove trovare le strutture sanitarie specializzate in Salento.

Cosa sono le Epatiti Virali?

Le epatiti virali sono forme infettive di infiammazione del fegato, causate da microrganismi patogeni. Sono anche note come itterizia in quanto uno dei sintomi principali che può presentarsi è l’ittero, una colorazione gialla degli occhi e della pelle, raramente associato anche a affaticamento, febbre, nausea o vomito, feci chiare o urina di colore scuro.

Come si contraggono le Epatiti?

Le più note e trasmissibili anche attraverso rapporti sessuali non protetti sono indicate con le prime tre lettere dell’alfabeto: abbiamo quindi l’epatite A, l’epatite B e l’epatite C.

  • L’epatite A è tramsessa dal virus HAV per via oro-fecale, quindi attraverso rapporti sessuali non protetti che coinvolgono la bocca o le mani e l’ano (rimmingfingeringfisting). In linea di massima, la gravità della malattia è direttamente proporzionale all’età del soggetto infetto. Fortunatamente, l’andamento è solitamente benigno e l’infezione regredisce spontaneamente e il fegato guarisce completamente, di solito nel giro di uno o due mesi, senza subire danni permanenti.

  • L’epatite B è trasmessa dal virus HBV attraverso sangue, sperma, secrezioni vaginali e saliva. Quindi ci si può contagiare attraverso tutti i tipi di rapporti sessuali (vaginali, anali e anche orali); scambiando spazzolini, rasoi, siringhe o anche oggetti usati durante per il piacere sessuale. Anche il bacio profondo può essere un possibile veicolo. Non sviluppando sintomi rilevanti, le persone infette possono trascurare la cura e nel 5-10% dei casi diventare portatori cronici della malattia. L’epatite cronica può trasformarsi poi in cirrosi e favorire lo sviluppo del cancro del fegato.

  • L’epatite C è trasmessa dal virus HCV principalmente attraverso il sangue (in particolare tra persone tossicodipendenti, in chi ha ricevuto trasfusioni e in chi pratica rapporti sadomaso) e solo raramente con rapporti sessuali penetrativi. Non viene invece trasmesso con la saliva o con il contatto cutaneo (bacio, stretta di mano, uso comune di stoviglie). L’epatite C è molto più soggetta a cronicizzazione (70-80% dei casi) rispetto alle precedenti.

Come si curano le Epatiti Virali?

Al momento non ci sono cure efficaci per le epatiti. Nei casi di epatiti acute non c’è un trattamento specifico, il ricovero è necessario in qualche caso, negli altri è consigliabile stare a riposo ed evitare cibi grassi, droghe o alcol per almeno sei mesi. L’epatite acuta guarisce in un tempo medio di 1-2 mesi. Nelle forme croniche ci sono diverse possibilità di cura, più o meno efficaci a seconda dei casi.

Per prevenire l’infezione è bene ricordare sempre il sesso sicuro, in particolare con i nuovi partner, ed evitare il sesso più traumatico e lo scambio di oggetti per il piacere sessuale. Lavarsi sempre le mani dopo aver toccato l’ano del partner. Assolutamente da evitare l’uso di siringhe e di oggetti per iniettare droga.

Dove si possono eseguire i test per le Epatiti?

Per sapere se si è stati esposti ad uno dei virus dell’epatite è possibile fare un semplice test del sangue, presso un laboratorio di analisi attrezzato.

Per l’epatite B esiste un vaccino efficace, obbligatorio in Italia dal 1991 per tutti i nuovi nati e per tutti gli adolescenti che hanno compiuto 12 anni. La vaccinazione è consigliata ai soggetti non ancora vaccinati ma già sessualmente attivi (in particolare a chi fa sesso anale ed usa strumenti di piacere sessuale) e ai partner di soggetti portatori di virus HBV. La vaccinazione è gratuita presso centri vaccinali indicati dal Ministero per maschi che hanno rapporti con maschi, per persone che si prostituiscono, per conviventi, partner e familiari di portatori di epatite B. Esiste anche un vaccino che protegge contemporaneamente contro l’epatite A e B.

Che cos’è la Gonorrea

La Gonorrea è un’infezione batterica che interessa prevalentemente l’apparato genitale e urinario e si manifesta con perdite giallastre purulente dal pene o dalla vagina, da cui il termine popolare “scolo”.

Nell’uomo questi sintomi compaiono generalmente dopo 2-7 giorni dal contagio e si possono associare ad uno stimolo continuo ad urinare, più o meno accompagnato ad un fastidioso senso di bruciore.

Nella donna questi sintomi appaiono solitamente dieci giorni dopo il rapporto, talvolta può però trascorrere un periodo più lungo, e si possono associare a lieve arrossamento del meato urinario, passando perciò inosservati.

L’infezione ano-rettale è generalmente asintomatica. Qualora comporti manifestazioni cliniche, si associa a sintomi come prurito o dolore anale durante la defecazione, sensazione urgente di defecare e perdite ematiche o purulente.

Anche l’infezione orale non provoca generalmente sintomi particolari che comunque, quando compaiono, difficilmente vanno oltre una semplice irritazione della gola e delle tonsille.

È bene non ignorare questi sintomi, poiché l’infezione non trattata può andare incontro a complicazioni e diffondersi in altri settori dell’apparato genitale, fino a causare la sterilità.

Come si contrae la Gonorrea?

L’infezione può essere trasmessa attraverso tutti i tipi di rapporti sessuali (vaginali, anali e anche orali). È possibile la trasmissione dai genitali ad altre parti del corpo: attraverso le mani tipicamente si contagia l’occhio.

Come si cura la Gonorrea?

La regressione spontanea dei sintomi non è sinonimo di guarigione, è comunque fondamentale rivolgersi ad un medico, sia per ricevere una diagnosi ed una terapia adeguata, sia per evitare di trasmettere la gonorrea ai propri partner. La cura consiste in un ciclo brevissimo di antibiotici (in genere dura un giorno). Pochi giorni dopo una terapia efficace si è guariti. È indispensabile il trattamento contemporaneo anche dei partner. Il medico in genere prescrive anche il trattamento contemporaneo della clamidia. La cura delle forme complicate invece è più lunga. Dopo il primo episodio di malattia non si acquisisce la resistenza, quindi se non ci si protegge si può prendere la malattia più volte nella vita.

Dove si può eseguire il test per la Gonorrea?

È possibile effettuare il test per la Gonorrea presso gli ambulatori malattie infettive e i centri per le malattie veneree delle ASL e degli ospedali. Scopri dove trovare le strutture sanitarie specializzate in Salento. La diagnosi è effettuata analizzando in laboratorio le secrezioni genitali del paziente. Dopo il primo episodio di malattia, è raccomandabile eseguire sempre un secondo esame dopo 30-40 giorni dal termine della cura.

Che cos’è l’Herpes genitale?

L’Herpes genitale è una malattia virale altamente contagiosa causata da un ceppo virale, chiamato herpes simplex.

È caratterizzata dalla comparsa di vescicole biancastre dolorose sulla punta e sul corpo del pene, sullo scroto, all’interno della vagina, nell’uretra oppure intorno all’ano. Tali vescicole contengono moltissime particelle virali e sono quindi particolarmente contagiose.

Il primo episodio, particolarmente fastidioso e doloroso, compare entro quindici giorni dal contagio, può perdurare anche per parecchie settimane e può essere accompagnato da ingrossamento dei linfonodi inguinali, febbre, emicrania, dolori muscolari, difficoltà e dolore nell’urinare.

Gli episodi successivi al primo sono generalmente meno intensi e poco frequenti, grazie agli anticorpi sviluppati dal sistema immunitario. I sintomi delle manifestazioni croniche comprendono prurito, dolore e bruciore nella zona genitale o anale. Grazie a queste ricorrenze l’individuo acquisisce una forma di resistenza immunologica che lo renderà sempre meno suscettibile a nuovi episodi di Herpes genitale.

Come si contrae l’Herpes genitale?

L’infezione si trasmette facilmente tramite contatto diretto con le vescicole. Utilizzare un preservativo può non essere sufficiente a difendersi dall’infezione, soprattutto se le vescicole si presentano su parti del corpo che non possono essere coperte dal profilattico (pube, scroto).

Come si cura l’Herpes genitale?

Non esiste una cura che debelli definitivamente questo virus. A seconda della situazione, il medico potrà decidere se e come usare farmaci antivirali. L’efficacia delle cure locali con creme antivirali non è mai stata stabilita scientificamente. Localmente possono essere utili bagni con acqua leggermente salata, oppure mettere del ghiaccio avvolto in un panno per dare sollievo. In casi gravi, come in occasione dell primo episodio, possono essere utili antidolorifici su prescrizione medica.

Dove si può eseguire il test per l’Herpes genitale?

La diagnosi è basata sull’osservazione perciò è consigliabile rivolgersi al proprio medico di assistenza primaria o ai centri malattie veneree delle ASL o degli ospedali. Per stabilire se una persona è già stata esposta al virus è possibile eseguire un test del sangue per la ricerca degli anticorpi specifici. È sicuramente preferibile astenersi dal sesso durante gli episodi acuti (quando sono presenti vesciche sui genitali). L’uso del preservativo riduce di oltre il 50% il rischio di contagio nei periodi in cui c’è l’eliminazione del virus dalla pelle ma non ci sono manifestazioni acute. Anche i DAM aiutano nel prevenire l’infezione, pur non essendo stata stabilita la percentuale di efficacia.

In convenzione con LILA Lecce – Lega Italiana per la Lotta contro l’Aidsoffriamo inoltre l’opportunità di effettuare presso la nostra Rainbow House test periodici per HIV e HCV. Scopri la prossima data.

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